Locandina Tessere — Spazio Genesi, 3 dicembre 2025

Mostra — 3 Dicembre 2025

TESSERE

Manuela ValloscuroVincenzo Damiano Cristallo

PitturaSculturaInstallazioneDecorazione
A cura di:
Sara Dias, Gaia Monopoli
Coordinamento:
Massimo Camplone
Grafiche:
Daniela Tracanna
Allestimento:
Giulia Bartolomei

Foglio di sala

Un appuntamento che pone al centro il rapporto tra immobilità e disfacimento, tra istinto di conservazione e spinta alla rimodulazione. Tramite tessere, scampoli e campiture si offre una personale lettura della realtà circostante e del ruolo preponderante svolto dalla memoria. Le opere proposte, nel continuo modellarsi, mantengono intatta un'originaria forma, un arcaico fuoco profondamente legato ad un primordiale bisogno di rapporto con l'altro, ad un contante esigere.

Tale concetto non viene espresso in modo didascalico mediante l'ausilio di specifici materiali o tecniche artigianali, ma al contrario attraverso una riflessione più ampia circa le piccole ossessioni che costituiscono il nostro quotidiano. In tempi estremamente cagionevoli, particolare attenzione è destinata alla memoria, entità alleata in grado di instaurare potenti sodalizi con l'umano. L'artista mediante la propria creatura si affanna bramosamente nel tentativo di legare, cucire a sé brandelli di esperienza.

Modificare, alterare e di conseguenza proteggere diviene imperante; il bisogno espresso cerca appagamento tentando di intrappolare il maggior numero possibile di forme ed accadimenti ed operando scomposizioni, analisi dei perimetri e dissolvimento dei contorni. Vi è un continuo tentativo di allontanarsi dal figurativo ed al contempo di rifugiarsi in esso. L'opera d'arte dispiega le proprie possibilità narrative attraverso una ricomposizione lenta delle tracce e degli indizi trasmessi da tessere, scampoli o campiture di colore.

Il pattern diviene un pretesto, un espediente interdisciplinare atto a creare connessioni nuove e rinvigorenti. Risulta fondamentale nelle ricerche di entrambi gli artisti il dispositivo libro, stampato, autoprodotto, rilegato, ideato, condiviso; si tratta di un piccolo mondo da tramandare, uno strumento capace di creare una rete di rapporti, un ennesimo atto amorevole di tessitura.

In questo dialogo tra forma e gesto, la mostra invita a rallentare lo sguardo e a entrare nella parte più intima del fare. Ogni intreccio diventa occasione per esplorare il rapporto con la materia, seguendone i passaggi, le pause, le deviazioni. Ne nasce una narrazione composta da dettagli, superfici e vibrazioni minime, che guida l'osservazione verso gli equilibri delicati che sostengono la vita di ogni giorno. La materia diventa occasione di relazione e il processo creativo si rivela come un ascolto paziente.

Rassegna stampa