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Sebastiano Bacci

Sebastiano Bacci

Nato nel 2004 ad Asti, nel cuore del Piemonte, approccia la fotografia a 12 anni, solcando le orme del papà, fotografo amatoriale. Dopo un travagliato percorso di liceo scientifico, accompagnato da periodi di forte disagio emotivo, decide di cambiare, trasferirsi e ricominciare, proseguendo gli…

Mostre a Spazio Genesi

Biografia

Nato nel 2004 ad Asti, nel cuore del Piemonte, approccia la fotografia a 12 anni, solcando le orme del papà, fotografo amatoriale.

Dopo un travagliato percorso di liceo scientifico, accompagnato da periodi di forte disagio emotivo, decide di cambiare, trasferirsi e ricominciare, proseguendo gli studi presso l’accademia di belle arti dell’Aquila, nell’indirizzo di fotografia.
Fotografo polivalente, ha lavorato nello sport, negli eventi e svolge la sua attività come professionista al fianco di aziende e realtà eterogenee.

La ricerca fotografica centrale di Sebastiano rispecchia tuttavia un impegno politico. Il filo conduttore che segna tutta la sua (seppur breve) attività di fotoreporter è quello di dare una voce a storie, persone e fatti che non hanno modo di esprimersi.
Da ottobre 2024 segue le manifestazioni studentesche, cercando di raccontare la rabbia che caratterizza gli anni dell’adolescenza.

“È importante immortalare i momenti più belli assieme a quelli più brutti, la gioia col dolore, la rabbia con la calma, per quanto questo infastidisca i nostri sensi. Se smettiamo di farlo diventiamo immediatamente vittime e vettori della propaganda, la nostra percezione della realtà diventa parziale”.

Affiancato a questo prosegue un’attività fotogiornalistica indipendente su altri temi, quali i conflitti nel mondo e le conseguenze sulle popolazioni coinvolte, e temi ambientali.
Nel 2025 conta diverse pubblicazioni su giornali nazionali e esteri, tra cui Il Manifesto, Il Post, l’Humaniteè.
Collabora inoltre con Croce Rossa Italiana, come inviato stampa, attività che si posiziona al fianco del suo impegno come volontario.
La presunzione non è quella di cambiare le cose, sarebbe una sovrastima del potere di un fotografo nel mondo di oggi.
Sono felice quando le persone coinvolte nelle mie storie si sentono capite, perdono, anche parzialmente, quel senso di solitudine e di abbandono tipico di un mondo che corre sempre più veloce”.
Sebastiano è sempre aperto a scoprire nuove storie, se ne hai una puoi contattarlo sulle sue pagine social.

Opere

Sebastiano Bacci
Novembre 2025, una delle mie più importanti pubblicazioni fino ad oggi: questa foto, tratta da un corteo organizzato da NUDM, è comparso a pagina 11 del N° 284 - anno LV del quotidiano “il Manifesto”, accompagnato da un articolo di Alfio Mastropaolo.
Sebastiano Bacci
Progetto: generational pain
Potočari, Bosnia ed Erzegovina, luglio 2025
Fotografia digitale, B&N
Generational pain è il mio primo impiego all’estero.
Un reportage che racconta la commemorazione delle vittime del genocidio di Srebrenica, dove nel 1995 oltre 8000 uomini e ragazzi musulmani sono stati uccisi per mano delle truppe serbe di Ratko Mladić, sotto lo sguardo indifferente delle truppe ONU, che dovevano garantire la sicurezza della zona.
Si tratta del più grande eccidio commesso dopo l’olocausto. Dopo 30 anni ancora si cercano resti dei dispersi, prima sepolti in fosse comuni, poi dissotterrati e sparsi per il territorio per occultare le prove.
ante quei giorni ho cercato di raccontare il dolore di chi ancora aspetta, di chi negli occhi ha ancora un briciolo di speranza di sapere che il loro figlio, marito o fratello non è tra i corpi ritrovati e magari chissà, è sopravvissuto e ha ricominciato.
Accanto a questi ci sono gli sguardi consumati, ma forse leniti nella rassegnazione, di chi ha il nome di una persona cara tra quelli incisi nell’infinita distesa di bare bianche di Potočari.
Sebastiano Bacci
Roma, 4 aprile 2025 - reportage sulle proteste studentesche
Fotografia digitale, B&N
Durante le proteste contro il ddl “sicurezza” gli studenti scendono in piazza, per manifestare il proprio dissenso in un corteo che pare da subito teso.La manifestazione in alcuni scontri, che non rompono però il gruppo, il quale procede compatto fino alla sera.
È l’inizio di una risposta sempre più muscolare dello Stato di fronte al dissenso giovanile, sulla quale sto lavorando tutt’ora.
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