Tutte le biografie
Davide Mariani

Davide Mariani

La mia ricerca artistica si concentra su due temi convergenti, il camminare e il rapporto con lo spazio per introdurre questioni quali lo sradicamento, il perdersi per ritrovarsi, l’apparenza e l’abitare, filtrati da una tenace componente autobiografica. Attraverso delle azioni performative mi…

Mostre a Spazio Genesi

Biografia

La mia ricerca artistica si concentra su due temi convergenti, il camminare e il rapporto con lo spazio per introdurre questioni quali lo sradicamento, il perdersi per ritrovarsi, l’apparenza e l’abitare, filtrati da una tenace componente autobiografica. Attraverso delle azioni performative mi approprio degli spazi, cerco di identificarmi con essi, di trovare il mio senso di appartenenza e identità, atteggiamento tipico di chi, per scelta o necessità, vive fuori dal luogo di origine. Col camminare e l'uso di oggetti - feticcio come una valigia, cerco di trovare in quel luoghi il mio abitare, una “casa” da cui sentirmi parte, che mi curi, ma il viaggio per riuscire a trovarla e arduo e faticoso perché trovare il proprio abitare è difficile perché può essere ostile, disorganizzato, inabitabile, gestito da enti e persone che non si prendono cura dell'individuo e ne risulta un sofferto senso di inadeguatezza. Dunque il riappropriarsi di spazi vuol dire adattarsi ma allo stesso tempo cercare di cambiarli e di migliorarli con la consapevolezza di fallire.
Breve bio: Davide Mariani (Cagliari, 1998). 2022- in corso Biennio di Arti Visive presso l'Accademia di Belle Arti L'Aquila. 2022 diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. Operatore culturale presso l’Associazione SUONA di Serrenti (Sud Sardegna) - IT. Mostre personali e collettive: 2024, 2024 Come un’interpretazione, mostra conclusiva della Scuola Estiva, a cura di Maurizio Coccia e Enzo De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo (Pescara) - IT 2024, Performative 04, a cura di Elena Bellantoni, Chiara Bertini, Fanny Borel, Silvano Manganaro, Anne Palopoli e Donatella Saroli: partecipazione alla performance collettiva Collezione Impermanente di Lucia Bricco e Myriam Laplante in collaborazione con Elena Bellantoni e David Zerbib - Maxxi L’Aquila Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo – L’Aquila – IT, 2024 Straperetana Supernaturale, a cura di Paola Capata e Annalisa Inzana, Palazzo Iannucci - Pereto (L’Aquila) – IT 2024 How I Met Your Laundry, dodici interventi performativi e una festa a cura di Maurizio Coccia in collaborazione con Celeste, Lavanderia LAVAPIU - Teramo - IT, 2023 Maps, a cura di Giannella Demuro, Museo di Arte ambientale Organica - Spazio CEDAP - Tempio Pausania – IT, 2023 Contemporary Festival di Arte e Avanguardia VIII Edizione, a cura di Maurizio Coccia e Roberto Follesa, arena e spazio pubblico - Donori (Cagliari) - IT, 2023 Donori Endurance, a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio, Palazzo Lucarini Contemporary – Trevi (Perugia) - IT

Opere

2024 Come un’interpretazione, mostra conclusiva della Scuola Estiva a cura di Maurizio Coccia e Enzo De Leonibus Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo (Pescara) - IT

2024 Come un’interpretazione, mostra conclusiva della Scuola Estiva a cura di Maurizio Coccia e Enzo De Leonibus Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo (Pescara) - IT

Arare in solchi serrati
2024
video di Davide Mariani
12' 46"
Riprese video di Névoa na Rua
link video: https://youtu.be/C3a_DuBThzk Davide Mariani si concentra sul tema della perdita. Mediante un oggetto feticcio (valigia – macchina da scrivere) introduce questioni quali lo sradicamento, l’apparenza e l’abitare, con una forte componente autobiografica. Il video si articola in un’azione performativa che vede l’artista camminare per le strade di Città Sant’Angelo portando faticosamente una pesante macchina da scrivere. La traccia audio fuori sincrono, invece, è composta dal suono della macchina da scrivere e dalla voce dell’artista che recita ossessivamente: “ho perso la mia valigia”, “non sto trovando la mia valigia”, “sto cercando la mia valigia”. Ne risulta un sofferto senso di inadeguatezza dove il processo del perdersi per ritrovarsi è sempre un’equazione a risultato negativo, per tutti, inderogabilmente. testo di Maurizio Coccia
tavole tesi 1

tavole tesi 1

Waiting at the gate
2024
video 7′ 11"
link video: https://youtu.be/aKSbwWj1Wg8
2024 Straperetana, VIII edizione, Supernaturale
ideata da Paola Capata e Delfo Durante
mostra a cura di Paola Capata e Annalisa Inzana
Davide Mariani si concentra su due temi convergenti, il camminare e il rapporto con lo spazio, filtrati da una tenace componente autobiografica. Il video articola quegli elementi nel contesto di Pereto. Vediamo Mariani trascinare un trolley per le vie del paese con evidente fatica. Oggetto-feticcio e appendice utilitaristica, la valigia progressivamente subisce un processo di sublimazione. Da casa simbolica, Mariani prova a trasformarla fisicamente in abitazione-rifugio. Appropriarsi degli spazi. Identificarsi in essi per riconoscersi. Atteggiamento tipico di chi, per scelta o necessità, vive fuori dal luogo di origine. Però, qui, ha a che fare più col "perdersi", che col "trovarsi". Perdersi è un processo culturale. Elabora quel senso di inadeguatezza che si concretizza nel paradigma del viaggio. Orientarsi nell’ignoto, "cavarsela", significa crescere. Si tratta di trovare un senso autonomo, personale, alla trama del reale. Per dominare la solitudine e il vuoto metafisico dell'esistenza. Mariani va oltre. Sceglie lo sradicamento. Mediando tra biografia e habitat, non è flâneur né adepto tardo-situazionista. Allontanarsi per ri-locarsi. Ogni volta. È il mito della fondazione ripetuta. Insediarsi tra le differenze culturali. Rinnovarsi nel confronto con gli altri. Cambiare sempre. Siamo individui "ambientali", l'identità è relazione.
testo di Maurizio Coccia
Davide Mariani
Waiting face a washing machine
2024
Performance durata 12’; fotografia
foto di Luigi Vetuschi
Link della partitura della performance: Partitura (file Drive)
How I Met Your Laundry, dodici interventi performativi e una festa a cura di Maurizio Coccia in collaborazione con Celeste, Lavanderia LAVAPIU - Teramo - IT
L’artista, accovacciato di fronte ad una delle asciugatrici, legge un estratto della propria corrispondenza mail scambiata con l’ADSU (Azienda Per Il Diritto Agli Studi Universitari di L'Aquila), mettendo in scena un dialogo “ossessivo” privo di un interlocutore tangibile. La lavanderia è qui intesa come spazio pubblico dove praticare e condividere l’attesa. Diaframma spazio-temporale, l’attesa, pone l’individuo in una condizione di sospensione tesa, di immobilità palpitante. Attraverso un confronto per giustapposizione, l’artista utilizza l’attesa di un ciclo di asciugatrice per raccontare di un’attesa “altra”. L’azione diventa una litania catartica mediante la quale, però, giungere a uno stato di calma apparente: la promessa di panni caldi e asciutti, rimando ad una casa e una città entro cui sentirsi finalmente accolti. Testo di Francesca Perniola
News
laboratorio permanente di interazione — noi che...voi che...presente e futuro — autogestito — riservato ad iscritt* ABAQ + Erasmus — multi manifesto — tutte le tecniche — rotazione espositiva — archivio donazioni — caffè letterario — conviviale — assemblea aperta — spazio safe